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Tra Cultura e Natura
Escursioni naturalistiche
Nel territorio del Gal è presente il Parco Nazionale del Circeo una delle attrazioni naturalistiche più interessanti della regione.
Il suo patrimonio dovrà essere messo in rete con il resto dell’offerta turistica. Il Parco offre ai turisti una serie di escursioni giornaliere presso degli incantevoli ambienti naturalistici ed archeologici.
Occorre creare dei prodotti turistici che abbiano come obiettivo la de-stagionalizzazione di Sabaudia, organizzando dei weekend che prevedano come sede di pernottamento hotel o agriturismi con la possibilità di escursioni nel parco o nelle colline ciociare.
Studiare e realizzare attività sportive da svolgere principalmente nel parco, ma anche in tutto il territorio: birdwatching (i laghi pontini sono stati riconosciuti zone umide di interesse internazionale alla Convenzione di Ramsar), wolf houling (monitorare la presenza degli animali, conoscere la consistenza del branco e l’arrivo di eventuali cuccioli), leaf-watching (girare per la aree boschive per ammirare i colori veri degli alberi in fiore in primavera o delle foglie in autunno), trekking, ippoturismo, cicloturismo e le greenway o “vie verdi” cioè le vie di comunicazione autonome, riservate agli spostamenti non motorizzati, sviluppate secondo una gestione integrata di valorizzazione dell’ambiente e della qualità della vita.
ALLA SCOPERTA DEI PERSONAGGI E DELLE GENTE DEI LUOGHI
Rievocazione storica del brigantaggi :
Il brigante più famoso del basso Lazio, fu Gasbarrone. Antonio Gasbarrone nacque a Sonnino il 12 Dicembre 1793, originario di una famiglia di pastori e orfano di entrambi i genitori a 15 anni, si avviò al banditismo nel 1814 con l’uccisione del fratello della donna che aveva chiesto in moglie e che gli era stata rifiutata, poiché egli risultava essere fratello di brigante. Dapprima al seguito di un brigante calabrese, e poi capo della propria banda, egli visse alla macchia fino al 1825, quando, persuaso da un prelato di Sezze decise di consegnarsi allo stato della Chiesa, nella speranza di beneficiare presto di un’amnistia. Rimase in carcere fino al 1870, quando con l’Unità d’Italia venne finalmente liberato. La fama di Gasbarrone varcò i confini dell’Italia prima ancora della sua morte, e si costrui intorno alla sua figura una nomea duratura, che lo ha fatto divenire uno dei più noti fuorilegge della storia. La capacità di sfuggire alla cattura e di mirare all’azione criminale spesso in difesa dei più poveri ha alimentato la leggenda su questo “bandito galantuomo”, la cui figura, insieme a quella di altri briganti, sembra essere stata in qualche sintonia con un certo ribellismo sociale presente nella comunità dei comuni di Sonnino, Roccasecca dei Volsci e Vallecorsa, che trovava le sue radici nella particolare congiuntura storico-politica dello Stato Pontificio, qui al confine con il Regno di Napoli.
Il brigantaggio nell’immaginario collettivo è rappresentato da un’atmosfera di mistero, di uno spaccato di storia spesso ignorato dai libri di testo o appena menzionato.
La storia del Brigante Gasparrone e della sua banda può essere sicuramente oggetto di un evento sul brigantaggio, sui loro costumi, usanze e cibi, con rievocazione storica di alcuni dei momenti più menzionati dalle tradizioni popolari.
“Sulle Orme della Regina Camilla”
Villa Santo Stefano e Castro dei Volsci rappresentano due tappe importanti. Secondo il “Martinori”, Metabo, re dei Volsci e padre della celebre Camilla era solito venire a caccia in Ciociaria. A ricordo di tale fatto la torre cilindrica, posta all’ingresso del centro storico di Villa Santo Stefano, porta il nome di “Torre Metabo”.
Addirittura nella “Guida ai misteri e segreti del Lazio” (edizioni Sugarco – Como 1978), troviamo scritto sotto la voce Villa Santo Stefano : “qui ebbe i natali la vergine Camilla, che Virgilio canta nell’Eneide come simbolo della virtù guerriera delle donne d’Italia”. Castro dei Volsci, nel suo centro storico, ha una antica rocca, dove la tradizione popolare addita la grotta in cui si rifugiarono la leggendaria regina Camilla e suo padre Metabo.
Le vie pontine e ciociare della Transumanza
E’ un progetto sviluppato in partenariato fra il comune di Sonnino e l’Ente Parco Nazionale del Circeo e cofinanziato dal Gal, che prevede di avviare interventi di promozione e comunicazione, sistemi integrati del territorio che valorizzino le caratteristiche unitarie e complementari dei diversi ambienti presenti: quello marino del Parco noto soprattutto per la bellezza costiera, con quello collinare interno meno conosciuto, ma dotato di una ricchezza geomorfologia unica.
L’Agro Pontino, la Piana sottostante i monti Ausoni, prima della bonifica degli anni ’30 del XX sec., si presentavano costituite da immense e impenetrabili paludi coperte da una selva fitta composta da querce secolari che impedivano alla popolazione di scendere a valle. Tuttavia la ricerca di nuove e migliori risorse spingeva i pastori e gli abitanti del luogo a sfidare le paludi e ad inoltrarsi nella selva, quando in ottobre, nei monti, era ormai prossima la neve. Per poi risalirvi ai primi caldi, in primavera quando i pascoli delle montagne si inverdivano e la malaria cominciava ad imperversare.
Le loro tracce sono ancora visibili: dai sentieri esistenti e tuttora utilizzati dai pastori di Sonnino e di Roccasecca dei Volsci che non di rado si incontrano, dagli antichi capanni, abitazioni semplici fatte di pietre e con tetti ricoperti di paglia detta “stramma” e dalle “lestre” abitazioni costruite nelle radure più elevate della selva del Circeo, fatte di legno e paglia con una staccionata per richiudere gli animali, dove i transumanti stagionavano fino a giugno per poi risalire a monte.
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