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Ortofrutta

La produzione mondiale di ortofrutta nel 2003 è stata di 1,64 miliardi di tonnellate (fonte: FAO). La maggiore area di produzione mondiale è l’Asia ove si ottiene il 57% del totale delle produzioni ortofrutticole. L’Europa rappresenta il 19%, il Nord-Centro America il 9%, seguono l’Africa con l’8% e l’Oceania con l’1 %.
La produzione ortofrutticola italiana nel 2004 è stata di 27,6 milioni di tonnellate (fonte ISMEA). Nel 2004 Italia, Spagna e Francia hanno fornito circa il 60% della produzione ortofrutticola della EU. L’analisi dei dati riguardo alle superficie agricole investite in culture ortofrutticole in Italia fra il 1998 e il 2003 ha fatto registrare una contrazione pari all’1,9% a cui ha corrisposto anche una flessione produttiva. La riduzione degli investimenti e della produzione ha riguardato in particolare la frutta fresca, gli agrumi e le patate. All’opposto si deve registrare un aumento riguardante le culture orticole protette (serra).
In una ricerca dell’Istituto Nazionale della Nutrizione il consumo effettivo pro-capite (al netto degli scarti di cucina) di prodotto ortofrutticolo in Italia nel 2002 è stato di 411,2 grammi/die. Di questi 213,4 gr sono rappresentati da verdure e 197,8 gr da frutta.

CAMPIONE TOTALE

Verdura

Frutta

TOTALE

Porzione

Femmine

213,4

197,8

411,2

2,81

Maschi

216,7

199,3

416,0

2,87

Bambini 1-9

104

143,5

247,5

1,71

Ragazzi 10-17

178

162,6

340,6

2,34

Adulti 18-64

226,6

203,7

430.3

2,97

Anziani

228,3

226,8

455,1

3,14

Fonte INRAN 2003

I prodotti ortofrutticoli rappresentano il 14% della spesa domestica alimentare in Italia e sono la terza voce di spesa dopo carne e uova (23%) e latte e derivati (17%). Il consumo ortofrutta è diviso tra frutta (55%) e ortaggi (45%). L’acquisto medio per famiglia di frutta è passato da 218 Kg nel 1998 a 182 Kg nel 2004. Una diminuzione ancora più rilevante si osserva per gli ortaggi. La perdita di volumi consumati dal 1998 al 2004 è stata di 816.000 tonnellate con un acquisto medio che è sceso da 249 a 199,9 kg per famiglia.
Per la verdura gli acquisti domestici (in volume) nel 2003 hanno visto la prevalenza dei pomodori (16%), seguiti da patate (13%) e zucchine (7%) , mentre i carciofi hanno rappresentato il 4%.
La distribuzione dei prodotti ortofrutticoli in Italia negli ultimi anni si è notevolmente modificata con una sempre maggiore incidenza da parte della Grande Distribuzione Organizzata. Secondo le indagini GFK-IHA Italia la GDO nel 2003 ha distribuito il 35,9% del volume totale della frutta in Italia e il 37,2% della verdura. Bisogna inoltre osservare come negli ultimi 10 anni siano praticamente scomparsi i negozi alimentari tradizionali (generalisti con ortofrutta) e si sia avuta un forte ridimensionamento dell’attività dei negozi specializzati di frutta e verdura (fruttivendoli). Pur con una certa variabilità durante gli anni si deve registrare una maggiore tenuta del canale distributivo rappresentato dagli ambulanti e mercati rionali.

Confronto quota quantità/quota valore dei differenti canali di vendita (dic 2003) Verdura

CANALE

QUANTITA’

VALORE

Iper + Super

34,9

39,7

Fruttivendolo

19,9

20

Ambulante + Mercati

34,1

30

Discount

4,8

4,6

 

 

 

Il settore ortofrutticolo italiano ha un elevato grado di complessità sia dal punto di vista produttivo che commerciale. La filiera ortofrutticola vede diversi attori impegnati in differenti ambiti di intermediazione e dei servizi. Fino alla fine degli anni 80 gran parte del consumo italiano di prodotti ortofrutticoli veniva in pratica drenato dai mercati all’ingrosso ovvero si avevano uno o più passaggi dei prodotti da mercati.

 

2004

2005

2006

Variazione %
05/06

Variazione %
04/06

Frutta

6.068.820

6.150.230

5.838.260

-5,7

- 3,7

Agrumi

3.335.580

3.518.100

3.547.190

+0,8

+6,3

Ortaggi

17.058.360

16.380.620

15.190.260

- 7,2

- 10,9

Totale

26.462.760

26.048.950

24.575.710

- 5,6

- 7,1

Prod.Lor. venduta

11.450

11.250

11.500

+ 2,2

+ 0,4

Fatturato

22.500

22.000

22.600

+ 2,7

+ 0,4

   In tonnellate e in milioni di euro – fonte stime Lead Studio e Osservatorio di Cesena Fiere

Nell’ultimo ventennio la situazione si è profondamente modificata. In pratica la filiera si è in parte verticalizzata con un approvvigionamento diretto da parte del GDO. La GDO tende quindi a by-passare i mercati all’ingrosso utilizzandoli unicamente nel caso di rotture di stock e per il completamento dell’offerta. In pratica si può stimare che il 65% del totale dei prodotti ortofrutticoli distribuiti, sia transitato nel 2004 dai mercati ortofrutticoli/centri agroalimentari all’ingrosso. La restante parte viene fornita alle strutture di vendita al dettaglio direttamente dalle aree di produzione. La produzione lorda vendibile italiana di prodotti ortofrutticoli in generale è di 10.002 milioni di euro (fonte UIA-POA). Il comparto ortofrutticolo ha generato il 38% della ricchezza prodotta dall’agricoltura nazionale. Il 60% di questa è prodotta da ortaggi, il 29 % dalla frutta, l’11% dagli agrumi.
Nel commercio dei prodotti ortofrutticoli bisogna tener presente le differenti caratteristiche dei consumatori, in continua evoluzione e spesso legate a fattori di carattere socio-economico. Gli elementi che rappresentano delle difficoltà oggettive per l’applicazione dei tradizionali strumenti di marketing sono:

  1. la deperibilità dei prodotti
  2. la volubilità e la difficile standardizzazione della qualità
  3. la volubilità dei prezzi.

I prodotti ortofrutticoli sono presentati in una miriade di differenti tipologie di confezionamento che ne possono valorizzare o meno le caratteristiche qualitative e quindi il prezzo di vendita. Importanti sono anche i confezionamenti che possono rappresentare un servizio al consumatore: il confezionamento in unità o in porzioni, la preparazione in insalata di verdure o di frutta, la precottura e la surgelazione sono servizi che hanno avuto negli ultimi 10 anni una sempre maggiore richiesta dal mercato.
Negli ultimi anni continua la crescita a due cifre della verdura già lavata e tagliata (IV Gamma); infatti da quando sono comparse in modo capillare sul mercato italiano, all’inizio di questo decennio, le verdure pronte all’uso hanno sempre fatto registrare tassi di crescita, mentre nello stesso periodo gli ortaggi tal quali soffrivano una crisi strutturale profonda. Nel 2006 la crescita delle verdure di IV gamma hanno registrato un + 11% a volume, per quasi 66 mila tonnellate di prodotto venduto. Le verdure di IV gamma rappresentano ormai il 10% circa del valore di mercato dei prodotti ortofrutticoli acquistati dalle famiglie, per una spesa che si avvicina ai 550 milioni di euro (+ 10,1%). Il mercato attualmente è detenuto dalle private label (GDO) che rappresentano il 52,4% del valore fatturato, il resto è diviso fra tre-quattro big player e da circa una novantina di operatori a livello nazionale, gran parte dei quali contoterzisti.

Vista la deperibilità dei prodotti e le caratteristiche di elevata volubilità commerciale del settore ortofrutticolo, la logistica rappresenta un fattore basilare. La velocità dei trasporti e la loro adeguatezza in termini tecnologici (gestione del trasporto refrigerato) come l’efficienza delle piattaforme logistiche (magazzini logistici dotati di attrezzature per la refrigerazione) influiscono notevolmente nel successo delle operazioni commerciali.