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Il carciofo romanesco (IGP)
Prodotto riconosciuto IGP, con l'areale di coltivazione del disciplinare abbastanza ampio; i comuni più interessati sono quelli di Pontinia, Priverno, Sermoneta e Sezze.
Le cultivar che concorrono alla produzione del Carciofo Romanesco (Cynara scolymus L.) sono il "Castellammare" con i relativi cloni e il "Campagnano" con i relativi cloni. Le caratteristiche al consumo sono: diametro dei cimaroli non inferiore a centimetri dieci; diametro dei capolini di primo e secondo ordine non inferiore a centimetri sette; colore da verde a violetto; forma di tipo sferico.
Metodo di produzione: deve essere piantato, da agosto a settembre, ad una profondità di 50 - 60 cm con aratura o rippatura seguita da una lavorazione superficiale e a una distanza minima e massima tra 1 e 1,60 metri tra le file, mentre tra 0,80 e 1,20 sulla stessa fila. Sono previsti interventi di irrigazione. Per il "Carciofo Romanesco del Lazio" viene allevato un solo carduccio per pianta. La raccolta si effettua a mano tra febbraio e maggio.
La produzione media degli ultimi anni nell'area dell’IGP è di circa 7.000 tonnellate.
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